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I° edizione
Istituendo il 'Premio Bruno Leoni', "Società Libera" ha inteso dare un significativo riconoscimento ai giovani studiosi che nelle loro tesi di dottorato hanno scelto di trattare il tema del liberalismo; e ha voluto così contribuire a rafforzare l'interesse per la tradizione liberale.
Il Premio, a cui possono concorrere tanto i giovani italiani che hanno svolto la tesi di dottorato in università italiane e straniere, quanto i cittadini stranieri che hanno svolto la tesi di dottorato in università italiane (sia pubbliche, sia private), non si propone di istituire o di incoraggiare una qualsiasi ortodossia 'liberale', ma di incoraggiare lo studio delle sue varie anime non ponendo distinzioni tra liberalismo politico, economico, giuridico, o tra aspetti storici ed aspetti teoretici della tradizione liberale.
La Giuria del Premio, presieduta dal prof. Nicola Matteucci (Presidente del Comitato Scientifico di "Società Libera" e professore emerito dell'Università di Bologna), è composta dai proff. Giuseppe Bedeschi (Università di Roma "La Sapienza"), Raimondo Cubeddu (Università di Pisa), Giuseppe de Vergottini (Università di Bologna), Pier Giuseppe Monateri (Università di Torino) e Angelo Maria Petroni (Università di Bologna e Direttore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di Roma).
Intitolando il Premio a Bruno Leoni non si è voluto soltanto ricordare uno dei più importanti esponenti del liberalismo contemporaneo, un Presidente della Mont Pélerin Society, e l'amico -per non citarne che alcuni- di quei maestri come James M. Buchanan, Milton Friedman, Friedrich A. von Hayek, Ludwig von Mises, Wilhelm Röpke, ai cui nomi è legata la rinascita della tradizione liberale della seconda metà del secolo appena trascorso.
Si è voluto dare anche un segnale preciso incoraggiando gli studi in una direzione molto prossima a quella indicata da Leoni nell'editoriale del primo numero della rivista "Il Politico", da lui fondata nel 1950. Un'indicazione che si ritiene tuttora attuale.
Lì Leoni ricordava che lo studio della politica non deve essere disgiunto da finalità pratiche, ma parimenti condotto "al di fuori e al di sopra degli interessi, delle pregiudiziali e dei dogmi dei cosiddetti 'partiti politici'", e senza privilegiare, come sovente avviene, il punto di vista 'giuridico', quello 'filosofico-etico', quello 'economico', o quello 'politico'.
Lo studio della complessità della tradizione liberale privo di pregiudizi ideologici e svincolato da steccati disciplinari è così diventato l'oggetto del Premio; così come è l'obiettivo di "Società Libera".
In quest'edizione, tra i lavori sui quali si è soffermata la scelta della giuria, il premio è stato attribuito alla tesi di dottorato del dott. Claudio Martinelli, L'insindacabilità parlamentare: antichi problemi e nuove prospettive, conseguita presso l'Università di Pavia. Gli altri lavori che si sono segnalati sono stati quello del dott. Corrado Del Bò, L'idea di proprietà di sé nella teoria politica normativa, conseguita presso l'Università di Pisa, e quello della dott.ssa Monica Cioli, Die Organisationformen der deutschen Liberalen zur Zeit der Zweiten Rechsgründung (1878-1884), conseguita presso l'Università di Kassel.
Dati i pregi delle singole tesi e la loro stretta pertinenza al tema, non si è trattato, come si suol dire, di una scelta facile.
La scelta a favore della tesi dottorale del dott. Martinelli è motivata dalla rilevanza del tema trattato in un momento in cui le trasformazioni a cui sono soggette le istituzioni politiche impongono anche di guardare con attenzione critica a quello che è stato uno dei capisaldi della tradizione costituzionale liberale che, da sempre, ha identificato nell'istituto parlamentare il centro della vita politica, sia nella sua dimensione propositiva su sollecitazione del governo, sia nella sua funzione legislativa, di rappresentanza e compensazione sociale.
Questi temi, ma più precisamente quello del rapporto tra Parlamento, Corte Costituzionale e altri poteri costituzionali, sono stati affrontati dal dott. Martinelli non soltanto in modo tecnicamente ineccepibile e con la sicura e pacata competenza del giurista, ma anche con una sensibilità politica attenta a cogliere, nelle occasioni di conflitto di poteri e di attribuzioni, il segno di un mutamento che non può non riflettersi su quella che è la natura dell'istituto parlamentare e sulla sua centralità nella tradizione liberal-democratica.
Ed è per questi motivi- nella dimensione inevitabilmente comparativa che caratterizza l'attribuzione di ogni tipo di premio- che la Giuria unanime ha deciso di attribuirgli la 1° edizione del "Premio Bruno Leoni", con la certezza del valore scientifico del suo contributo, l'auspicio che questo sia un segnale d'incoraggiamento per proseguire nello studio della tradizione costituzionalistica liberale, e con gli auguri per la sua
futura attività di studioso.
Il Presidente
dott. Franco Tatò |
Il Presidente del Comitato Scientifico
prof. Nicola Matteucci |
Roma, 16 novembre 2001 |
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