LE ORIGINI

 

ROSTA, Il cui nome deriva quasi certamente da "Rustà", parola di origine celtica che significa salita, che in effetti non manca (ma qualcuno pensa sia di origine latina "Robur", ovvero "forza", a sua volta derivato dal greco "Ro" di "Rome"), non è stata fondata da nessun personaggio famoso della storia ma si è sviluppata piano piano con l’insediamento di gente dedita all’allevamento del bestiame e alla coltivazione della terra.

Rosta esisteva già ai tempi di Taurinia, di Hasta, di Occellum, ecc.., e l’antichità di questo sito è dimostrata dai ritrovamenti, nella borgata di Corbiglia, di mura, monete di Cesare Augusto e di Antonino Pio morto nel 161 d.C. (una delle quali in argento), tombe (ben 17 - parte in pietra grezza, parte in muratura contenenti urne, lampade, ecc..), armi e molti altri oggetti relativi a detto periodo e la "grafia" di un’iscrizione (2).

(2) I. Vernero Confronta l’ VXSOR di questa epigrafe che non è l’unica di Rosta (vedi atti Accad. Lincei – Notizie scavi 1881-1895-1900):

(BL)AESIO RV/FI BLAESI/ONI (S) F./VINNO/SVMMIA/SVMMI F./TAIA/VXSOR
( Cioè: Qui giaciono "Blesione figlio di Rufo Blesione, Vinnone Summia figlia di Summio e Taia sua moglie." )

Una cosa è certa, esisteva già nel 312 d.C., quando le legioni di Costantino, in lotta con Massenzio, sostarono nel territorio.
Essendo posta sulla strada di transito per quanti provenivano dalla Francia (Franchi e Longobardi in particolare) e chi , in Francia vi andava, Rosta non ebbe mai vita facile.
Intorno all’anno mille la Marchesa Adelaide di Savoia (figlia di Olderico Manfredi ultimo marchese di Susa e Torino) la portò in dote, annessa a Torino, poiché faceva parte del territorio di Rivoli, a Oddone figlio di Umberto Biancamano.

Una Cappella fu fatta erigere attorno ad un pilone già esistente dedicato a San Sebastiano, (soldato romano martirizzato nel 288 d.C. sotto Diocleziano) dopo la visita in S. Antonio di Ranverso di Papa Callisto II avvenuta nell’Aprile del 1121.
Nel 1398 la peste, che colpì tutta la valle, non risparmiò Rosta che subì la decimazione di uomini e armenti.
I Rostesi implorarono allora la protezione di S. Rocco (in memoria del suo passaggio in questa zona nel 1302 di ritorno da Montpellier verso Roma) e, alla fine della pestilenza, in segno di ringraziamento, fecero dipingere l’effigie del Santo nella Cappella.
Alla fine dello stesso secolo il territorio fu attraversato dalle truppe di Carlo VIII e di Re Luigi XII con conseguenze disastrose per l’economia del paese.

Nel 1503, per adempiere ad un voto (3), un ufficiale Francese fece ampliare la Cappella che volle dedicare alla Madonna delle Grazie (foto a lato) facendone dipingere l’immagine sulla parete di fondo con ai lati i santi Sebastiano e Rocco antichi protettori di Rosta.

(3) Da "Relazione visita Pastorale del 1868 – Curia Arcivescovile di Torino" L’ufficiale transitava nei pressi della cappella con i suoi soldati e un pezzo d’artiglieria quando, per le abbondanti piogge cadute nei giorni precedenti, il cannone si impantanò.

A nulla valsero gli sforzi per disincagliarlo e l’ufficiale, per uscire dalla disavventura, fece voto alla Madonna che, se lo avesse aiutato, al ritorno avrebbe fatto ampliare a proprie spese quella Cappelletta. Cosi fu.

Nel 1535 Rosta fu coinvolta nella lotta tra Francesco I di Francia e Carlo V di Spagna e, dal 1630 alla fine del secolo, nella guerra fra le truppe Piemontesi di stanza in bassa valle di Susa (Avigliana) e quelle Francesi inviate dal Cardinale Richelieu.

Dopo tante traversie il 27 agosto 1694, Rosta venne eletta COMUNE e infeudato il primo Segretario di Stato, il marchese di San Tommaso.
Dopo la determinazione dei confini, il 21 dicembre 1697, i notabili sfilarono davanti al conte Carron di San Tommaso giurando obbedienza.
Nel 1703 la città di Rivoli protesta per l’affrancamento e riottiene il territorio Rostese per 10.000 lire; ma, nonostante il giuramento fatto da Vittorio Amedeo "mai più detto finaggio di Rosta sarà smembrato da quello di Rivoli" Rosta rimarrà libero comune.
Solo le dipendenze parrocchiali permarranno fino al 1711 sotto la collegiata e sotto S. Martino per la frazione di Corbiglia.
Nel 1711 Rosta ebbe la sua chiesa, dedicata a S. Michele Arcangelo, che diverrà parrocchia con decreto ecclesiale del 25 maggio 1835 da parte di Mons. Luigi Fransoni.
Fra gli anni 1762 e 1780, la popolazione fu sottoposta a gravi obblighi militari e, nel 1799, i cittadini furono arruolati dall’allora comando Austriaco per fermare l’avanzata di Napoleone; inutilmente (4).

(4) I. Vernero - A ragione si disse: "con non so quale spontanea gioia" perché se neppure qui mancò qualche fanatico amatore di novità che fece buon viso a quei pazzi tripudii, la totalità della popolazione, non potendoli impedire, li subì a malincuore. Ne è chiara prova lo spontaneo e generale attestato di devozione tributato dai Rostesi a Pio VI, vittima di quella malintesa libertà.

Quando per ordine di Napoleone I, il Papa violentemente strappato dalla sua Roma veniva condotto in esiglio a Valenza, la popolazione di Rosta si era riversata nella vicina strada antica di Francia, lo aveva atteso per tutta la sera dal 25 al 26 Aprile 1799, ed in sulla mezzanotte prostata sulle molli zolle riceveva fra il pianto angoscioso la benedizione dell’augusto e santo Prigioniero.
Simile fatto si ripeté ancora tre altre volte; cioè il 14 Novembre 1804, il 17 Luglio 1809 e nel Giugno del 1812 al passaggio di Pio VII il quale come aveva preso il nome dal suo predecessore, così ne ebbe in eredità le persecuzioni e i dolori, e due volte lo seguì nella via dell’esilio.
Tanta commozione si provò dai nostri vecchi, i quali avevano preso parte, che al raccontarci, dopo 60 anni, tale fortuna loro toccata, si inteneriva ancora il loro cuore ed i loro occhi si riempivano di lacrime.
La benedizione dei due S. Pontefici su Rosta, come ne è il più bel vanto, così ne sarà la più sicura caparra di celesti favori; perché gli Angeli tutelari del paese hanno raccolte le parole pronunciate dal Vicario di Gesù Cristo.
"Benedictio Dei omnipotentis, Patris et Filii et Spiritus Ssncti, descendat super vos et maneat semper" (La benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda sopra di voi e vi rimanga sempre).